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Aggiornato il 23/01/2010
 
 
 
 
 
 
 
 

Rubrica Combat Defensive System

In questa sezione vengono inseriti gli articoli apparsi su S.T.A.M. Magazine nella rubrica Combat Defensive System, scritti dal M° Andrea D'Agostini. Per ulteriori Informazioni e approfondimenti delle tematiche trattate, prego contattare l'autore degli articoli

Combat Defensive System: La Preparazione Fisica
Difesa Personale Femminile: E' possibile?
Aspetto Psicologico: La Paura
Le tre Guardie
Combat Defensive System

Combat Defensive System: La Preparazione Fisica (Top)

La preparazione fisica nel Combat Defensive System viene considerata molto importante e, a differenza di altre discipline, prestiamo molta cura nel far raggiungere all’allievo un buon livello atletico.
In caso di aggressione bisogna reagire con la massima efficacia: in un combattimento reale non sono previsti round, non ci sono pause, la
colluttazione generalmente è di breve durata e ogni combattimento si risolve nel giro di pochissimo tempo. Proprio perché è necessario reagire prontamente, bisogna allenarsi dando maggior risalto all’allenamento breve ed intenso,
ma senza tralasciare esercizi specifici per la resistenza muscolare, così da evitare che un’ostinata attenzione da parte di eventuali malfattori possa farci trovare in difficoltà. Si inizia la lezione con un riscaldamento generale per prevenire gli infortuni; innalziamo la temperatura del corpo con esercizi specifici per
far affluire più sangue ai muscoli, il che ci prepara ad un lavoro successivo più intenso; si passa quindi ad esercizi mirati e specifici per rafforzare tutti quei muscoli che servono a portare tecniche e a renderle maggiormente efficaci, cercando di migliorare le prestazioni di velocità, forza, resistenza e le capacità
neuromuscolari, sempre in relazione alle proprie potenzialità. Infine l’allungamento muscolare aumenterà la mobilità e con essa anche la qualità
del movimento e l’efficacia delle tecniche, aiutando inoltre anch’esso a prevenire gli infortuni.

E’ buona norma periodizzare gli allenamenti (microcicli, mesocicli e macrocicli), così da evitare uno “stallo” muscolare, attuare un piano di lavoro progressivo, che di volta in volta darà maggior risalto ad una qualità da sviluppare, senza per questo tralasciare le altre. Bisogna anche porre attenzione particolare a eventuali
deficit di allievi e rimediare con esercizi mirati rivolti direttamente all’interessato.
L’insieme di esercizi e la loro pianificazione porta a poter sfruttare al meglio tutte le tecniche che conosciamo: un muscolo allenato è più reattivo e
anche se “freddo” reagisce meglio di uno non allenato, il rischio di traumi a tendini e a muscoli è limitato e soprattutto è possibile sfruttare tutto
il potenziale di ogni allievo per ottimizzare l’utilizzo delle tecniche, allenandosi in sicurezza e prevenendo infortuni, unendo così efficacia e
benessere. Buona difesa a tutti…


Difesa personale Femminile: E' Possibile? (Top)

Mi è capitato spesso di sentire frasi del tipo “una donna non può difendersi da un aggressione di un uomo molto più grosso di lei” oppure “una ragazza esile non potrà mai poter fuggire da un tentativo di violenza sessuale”, quindi è possibile secondo voi per una donna affrontare l’aggressione di un uomo e riuscire a  cavarsela?

Intanto bisogna fare una premessa per evitare fraintendimenti, ci stiamo riferendo solo a situazioni in cui ci si difende da aggressioni fisiche o tutto quello che riguarda la nostra integrità, perché non è contemplato colpire per una parola di troppo o per uno sguardo insistente, quindi si prenderà in esame solo un’eventuale situazione in cui sia veramente necessario reagire fisicamente. Preso atto di ciò, la cronaca ci conferma che spesso è sufficiente una reazione pronta e decisa (urlare, dimenarsi, attirare l’attenzione dei passanti…) per spiazzare gli aggressori e poter prendere la via della fuga o addirittura far fuggire chi ci attacca. Se questo non bastasse allora bisogna optare per mettere in atto una reazione efficace e quindi colpire dei bersagli sensibili (occhi, gola, organi genitali…), quelli cioè anche alla portata di persone meno dotate fisicamente. Per fare ciò bisognerà ricorrere a tutta la propria determinazione, “tamponare la situazione” e capire il momento giusto per affondare i colpi decisivi. Ci si può aiutare anche con l’ausilio di armi improvvisate (penna, chiavi...) per rendere l’attacco più efficace: affondare l’attacco con la stessa forza, ma con una superficie d’impatto minore provoca un danno maggiore.

E’ chiaro che anche un aggressore di più di 100 kg è sensibile in questi punti e così sarà possibile guadagnare la via della fuga e evitare conseguenze spiacevoli.

Per la pericolosità delle tecniche applicate e la delicatezza dei punti colpiti, è necessario effettuare queste tecniche solo e esclusivamente quando la nostra vita sia sotto seria minaccia, per non incorrere in eventuali provvedimenti penali e in rimorsi morali; anche in allenamento eseguire queste tecniche solo sotto la supervisione di un istruttore qualificato.

Vorrei invece estendere un invito a tutti i lettori di S.T.A.M. Magazine a non abbassare la guardia, perché proprio in questo periodo di feste Natalizie in cui andrete per negozi a fare compere e regali (girare con soldi), sarete più rilassati (distratti) e darete più fiducia al prossimo, c’è chi purtroppo potrà approfittarne, quindi godetevi le feste ma occhi sempre aperti.

BUONE FESTE e buona difesa a tutti…


Aspetto Psicologico: La Paura Novembre 2009 (Top)

Con il termine paura si definisce uno stato d’animo di difficoltà con il quale il nostro corpo segnala una situazione, evento o altro che si vuole evitare; questa non è sempre dannosa perché ha lo scopo di segnalare un pericolo e si può manifestare in due modi, rispettivamente con un effetto positivo e uno negativo:

- PAURA RELATIVA (controllata, gestita), si attivano tutti quei meccanismi che preparano il corpo ad una reazione imminente (difesa, fuga) e quindi ai muscoli principali affluisce più sangue, il battito cardiaco accelera e i peli si rizzano; questi processi sono attivati dal Sistema Nervoso Simpatico

-   PAURA ESTREMA (fuori controllo), si attivano i meccanismi che portano ad una sorta di paralisi che impedisce sia la reazione che la fuga e cioè si ha un abbassamento della pressione del sangue, della temperatura, del battito cardiaco, sudorazione, dilatazione della pupilla, occhi e bocca sbarrati; questi processi sono attivati dal Sistema Nervoso Autonomo Parasimpatico.

Per riuscire a controllare e a gestire la paura si può lavorare agendo a livello razionale, insegnando a valutare e a conoscere i pericoli in una situazione di conflitto e con l’allenamento mirato per ottenere una reazione istintiva di difesa ad un attacco. Un valido aiuto può essere il KILLER INSTINCT, come viene definito in alcuni corpi speciali: non è l’istinto omicida (traduzione letterale), ma è un concetto che sta ad indicare l’istinto di sopravvivenza e cioè la capacità di reazione di una persona che affronta una situazione di pericolo, infatti non essendo preparata a situazioni di forte stress si può percepire  una sensazione di paralisi generale che ci può esporre a grandi rischi.

Quindi meglio  concentrarsi sulla possibilità di fuggire o di attaccare più che pensare alle nefaste conseguenze che l’aggressione potrebbe provocare nei nostri confronti. E’ necessario anche far accrescere l’autostima dell’allievo, la capacità tecnica, il controllo delle emozioni, il tutto con degli esercizi mirati, perché la tecnica senza l’istinto di sopravvivenza potrebbe rivelarsi del tutto inefficace. Buona difesa a tutti…


Le Tre Guardie - Ottobre 2009 (Top)

La difesa personale ha come scopo quello di evitare o ridurre i danni di un’aggressione, prendendo atto di questo va da se che è essenziale avere una buona guardia in cui sia possibile difendersi e attaccare in tutte le eventuali fasi di uno scontro. E’ per questo che in caso di minaccia di un aggressore, se non è possibile fuggire, bisogna adottare una posizione che non stimoli a compiere atti criminali e che allo stesso tempo ci dia maggior sicurezza possibile, quindi è consigliabile alzare le mani in posizione di resa (con i palmi delle mani rivolti davanti a noi) almeno prima dell’inizio dell’eventuale colluttazione, per comunicare le nostre intenzioni non bellicose, ma adottando allo stesso tempo il più possibile la posizione della GUARDIA BASE. Nel momento in cui si viene attaccati o quando comunque si è consci del fatto che non è più possibile evitare lo scontro, ci si dovrà preparare a difendersi utilizzando le TRE GUARDIE del Combat Defensive System: una è in piedi (nella quale è possibile attuare una vera difesa attiva) e due sono a terra (nella malaugurata ipotesi in cui si cada, si venga atterrati o proiettati, e quindi ci si ritrovi in questa posizione di svantaggio).

GUARDIA BASE: in un combattimento da strada è la posizione fondamentale e deve essere sufficientemente stabile in modo tale che si resista ai colpi inferti dall’avversario, si eviti di essere proiettati a terra e permetta di portare i colpi con forza e efficacia. E’ con questa guardia che si potrà uscire da un’aggressione con la fuga o con una difesa attiva.

Si devono posizionare i piedi alla larghezza delle spalle, il piede sinistro deve essere avanzato in modo tale che il tallone sia poco più avanti della punta del piede destro, il quale invece deve essere orientato con la punta del piede a circa 30° sulla destra e deve stare con il tallone sollevato pronto a far scattare il corpo in attacco. Le ginocchia devono essere leggermente flesse, la testa incassata nelle spalle e il mento basso verso il petto, con la spalla sinistra e il pugno destro a copertura laterale del mento, il gomito destro a protezione delle costole e del fegato, invece il braccio sinistro è più avanzato per intercettare o colpire prima, ma sempre pronto a rientrare per fare scudo e evitare danni alle costole e alla milza. Per un mancino le posizioni saranno le stesse ma invertite.

GUARDIA SEDUTA: quando si è a terra non bisogna scoraggiarsi, ma si deve cercare il momento più adatto per uscire da questa posizione di svantaggio e lo si può fare passando da questa guardia a quella BASE.

La posizione che ci consente di difenderci al meglio è quella da seduto sull’anca destra, con gamba destra semi tesa poggiata a terra sul lato esterno (per intercettare eventuali calci frontali), piede sinistro poggiato a terra davanti (a protezione), braccio sinistro avanzato sopra il ginocchio sinistro e semi disteso a protezione di eventuali colpi (soprattutto circolari), la mano destra poggiata a terra a circa un palmo dal gluteo e che insieme al piede sinistro funge da perno per i movimenti e per alzarsi il prima possibile in avanti (se l’avversario è distante e dobbiamo attaccarlo) o indietro (se l’avversario è più vicino o se possiamo provare a fuggire).  Per un mancino le posizioni saranno le stesse ma invertite.

GUARDIA APERTA: questa posizione va assunta quando si è a terra, l’avversario in piedi o comunque che tende a sovrastarci, è molto vicino a noi, ci pressa, ci incalza e non ci dà la possibilità di rialzarci.

Solitamente, per uscire da un’aggressione, si consiglia prima di riguadagnare la GUARDIA SEDUTA e poi la GUARDIA BASE.

Bisogna mettere la schiena a terra, con cosce quasi perpendicolari al terreno, che formano con le tibie un angolo di circa 90°, le gambe sollevate ad altezze diverse per riparare la parte genitale e piedi rivolti verso l’aggressore (per evitare che si avvicini troppo) pronti a colpire e testa protesa in avanti con mento verso il petto per visualizzare al meglio la situazione.

Ricordate che come un albero ha bisogno di forti radici su cui crescere, così anche noi per sviluppare le nostre doti difensive abbiamo bisogno di posizioni solide da cui, in caso, poter combattere, quindi dedicate molto tempo allo studio delle TRE GUARDIE. Buona difesa a tutti…

 


Combat Defensive System - Settembre 2009 (Top)

Un saluto a tutti i lettori di S.T.A.M. MAGAZINE e un ringraziamento particolare al M° Jaime Luis Vizconde che mi dà la possibilità di scrivere su questo magazine: mi chiamo Andrea D’Agostini e sono un insegnante di varie discipline da combattimento (anche molto diverse tra loro) che pratico ormai dal 1988 e per il
cammino che ho intrapreso posso definirmi un freestyler. Questo “bagaglio
marziale” mi ha permesso di lavorare nel mondo della sicurezza come scorta di
personaggi famosi del mondo dello spettacolo, della politica, ma anche in vari
eventi e discoteche della capitale. Sono qui a presentare il COMBAT
DEFENSIVE SYSTEM, una disciplina di difesa personale basata sull’insieme di
tecniche applicabili in situazioni reali, infatti in strada non ci sono arbitri, non ci
sono round, non ci sono regole e risulta pericoloso utilizzare tecniche sceniche o
poco efficaci, quindi nel CDS viene studiato il combattimento in tutte le sue
forme: in piedi (colpi, parate e lotta), a terra (colpi, parate e lotta), nella difesa da più avversari, da bastone, da pistola, da coltello, da armi improprie (sasso,
bottiglia…) e con l’ausilio di oggetti di uso quotidiano (penna, chiavi…). Non vengono usati calci alti, saltati, jab e tutte quelle tecniche che ci espongono a grandi rischi o che non sono molto efficaci: il nostro scopo non è creare dei superman, ma evitare un’aggressione nei nostri confronti o ridurre i danni dovuti ad essa. L’insegnamento è destinato a tutte quelle persone che hanno deciso di valutare i rischi a cui la nostra società li sottopone, evitando situazioni di conflitto (anche con la fuga) e riservandosi di combattere come ultima e estrema risorsa. E’ necessario valutare e adattarsi alle situazioni, avere attenzione all’ambiente circostante senza che questa sfoci in ossessione, non sottovalutare i pericoli, “leggere” tutti quegli atteggiamenti di allarme delle persone che ci circondano che possono farci presagire un’aggressione e non farsi cogliere
impreparati. Si deve avere un atteggiamento sicuro, senza essere
ostili, si devono attuare tutti quegli atteggiamenti di ”disimpegno” in quelle
discussioni che potrebbero degenerare, non bisogna sottovalutare nessuno
perché spesso non si conosce chi si ha di fronte, la sua preparazione, se è
armato, la piega che può prendere un conflitto e è prudente tenere sempre
una distanza di sicurezza dalle persone sospette. Può essere sufficiente avere
una risposta veloce e decisa per far desistere un aggressore: l’importante è
capire che tutti ce la possono fare, TUTTI HANNO LA POSSIBILITA’ DI
DIFENDERSI. Quindi il primo passo è acquisire una
mentalità di PREVENZIONE e per aiutare la valutazione della possibile
esposizione ad un pericolo, nel CDS si suddividono le situazioni in 5 livelli di
rischio:

I LIVELLO (attenzione bassa):
situazione tranquilla (luogo più o meno sicuro - es. abitazione)

II LIVELLO (attenzione media):
situazione tranquilla, ma con possibilità di pericolo (luogo conosciuto, in cui bisogna aumentare il livello di guardia, ma che rimane più o meno tranquillo - es. strada del centro città, di giorno e frequentato)

III LIVELLO (attenzione alta situazione a rischio (luogo poco sicuro o
comunque sconosciuto periferia, di notte ed isolata)

IV LIVELLO (attenzione molto alta situazione di pre imminente - es. avvicinamento di persona sospetta)

V LIVELLO (attenzione massima situazione di conflitto (rischio ferimento/uccisione rapina… in corso).

Nei prossimi numeri verranno pubblicati articoli sulla tecnica, sull’a mentale, sulla prevenzione… insomma cercheremo di trattare tutti i temi inerenti la protezione personale.


Buona difesa a tutti…

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