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Aggiornato il 23/01/2010
 
 
 
 
 
 
 
 

Rubrica Han Mu Do

In questa sezione sono presenti gli articoli apparsi su S.T.A.M. Magazine nella rubrica Han Mu Do, scritti dal nostro Collaboratore M° Nicola Fusco, maestro di Tae Kwon Do e Han Mu Do, per maggiori approfondimenti contattare direttamente il M° Nicola Fusco o visitare i Link: http://www.hanmudo.it/

GM Dr. He Young Kim - 2° Parte
GM Dr. He Young Kim - 1° Parte
Tecniche Senza Armi
Il Simbolo dell'Han Mu Do
La Storia dell'Han Mu Do

Le Caratteristiche del Han Mu Do


Grandmaster Dr. He Young Kimm -2°Parte (torna su)

…Anche per questo motivo i genitori di Kimm lo mandarono al College e gli chiesero di dimenticare l’incidente del passato. Ma sarebbe stato possibile farlo? Aveva imparato negli anni che per diventare uomo erano necessarie 3 cose: 1)intelligenza per prendere le decisioni giuste, 2)costanza, essenziale per la preparazione e 3)determinazione per portare a termine qualsiasi compito senza esitazioni. Ora Dr. Kimm riteneva di aver atteso fin troppo.

Passò molte notti insonni pensando al suo ruolo, ai suoi doveri e alla sua integrità. Cosa avrebbe dovuto fare? Vendicare l’onore del padre o soddisfare il desiderio dei suoi genitori e dimenticare? Qual era il suo dovere di figlio maggiore? Sarebbe stato considerato un codardo? Che cosa era giusto decidere? A questo punto Dr. Kimm scelse di rimandare qualsiasi decisione per altri 4 anni dopo la laurea.

Si iscrisse all’Università di Pusan (200 miglia a sud di Seul) in cui continuò ad allenarsi nelle arti marziali da Grandmaster Yoon Yong-jo a cui era stato raccomandato da Grandmaster Song. Gli stili insegnati da Grandmaster Yoon erano molto più duri di quelli di GM Song, e la loro filosofia completamente diversa: GM Song poneva enfasi sull’evitare un pugno o una proiezione e poi contrattaccare; GM Yoon, invece, enfatizzava la parata e poi contrattaccava. Un’analogia con la vita quotidiana potrebbe essere il caso in cui camminando per strada un delinquente ti viene incontro: GM Song, avrebbe attraversato la strada evitando qualsiasi occasione, GM Yoon avrebbe continuato a camminare e, in caso di problemi, avrebbe abbattuto il delinquente. Le due filosofie contrastanti diventarono un modus vivendi per Dr. Kimm, il quale avrebbe seguito l’una o l’altra a seconda delle circostanze. GM Yoon inoltre incoraggiò il giovane Kimm a studiare almeno 3 arti marziali, poiché affermava che insistere sulla superiorità di un’arte, non solo rende egoisti e isola dagli altri praticanti di arti marziali, ma può anche pregiudicare la possibilità e la capacità futura di apprenderne altre. Oltre a studiare Yudo Hapkido e Kong Soo Do a Pusan, ogni volta che Kimm tornava a Seul da Pusan per incontrare la sua fidanzata e futura moglie, trovava il tempo di allenarsi           nelle arti marziali alla scuola di Hapkido di Won Kwang-wha, compagno di studi di Ji Han-jae. Won Kwang-wha morì però all’età di 50 anni per problemi circolatori derivanti dall’abuso di alcool. Durante i suoi studi a Pusan Dr. Kimm insegnò Hapkido e difesa personale ai piloti e agli ufficiali della Marina degli Usa da cui imparò l’inglese. Un suo studente era figlio del Colonnello Myers, e suggerì al padre di mandare Kimm in America ad arricchire i suoi studi ed insegnare arti marziali. Il colonnello Myers scrisse al Dr. Skully, Presidente dell’allora Southeast Missouri State College il quale inviò una lettera di invito a Dr. Kimm per assumerlo come insegnante di educazione fisica e dargli la possibilità di laurearsi negli USA. Nel frattempo Kimm era affascinato dalla filosofia di GM Yoon che gli permise di arrivare alla decisione che lo aveva estenuato fino allora. Durante una lezione GM Yoon disegnò sulla lavagna una linea lunga circa 1,5 metri e chiese alla classe come avrebbe potuto rendere tale linea più corta. Dopo diverse risposte insoddisfacenti (dividerla, cancellarne una parte, ecc.), si girò verso la lavagna e disegnò un’altra linea più lunga della prima che ora sembrava più corta. Fu una specie di risveglio per il giovane Kimm, il quale associò questo esempio alla sua situazione riguardo ai fratelli Kwon, per cui realizzò che la cosa migliore da fare era sempre rafforzare e allungare la propria linea piuttosto che accorciare quella dell’avversario, sia in palestra che nella vita di tutti i giorni. In questo periodo Kimm si impegnò nello studio per non approfittare della sua amicizia con il Dr. Skully e passò tutti i test di selezione per poter essere tra i 400 coreani a cui era concesso di andare a studiare all’estero ogni anno. Diplomatosi con il grado di tenente di marina, Dr. Kimm si rese conto di aver consentito ai fratelli Kwon offuscare la sua vita, anche se il suo desiderio di vendetta e l’odio gli avevano consentito di perseverare negli allenamenti e di riuscire in ciò che si era prefissato. Nel 1963, prima di partire per gli USA, Kimm andò a far visita ai fratelli Kwon dicendo loro di dimenticare il passato per amore delle nuove generazioni e si offrì di aiutarli con le spese per l’istruzione dei figli. I fratelli Kwon non potettero fare altro che inchinarsi a lui in segno di rispetto.

In America Dr. Kimm insegnò arti marziali e si esibì in numerose dimostrazioni in cui incontrò e strinse amicizia con molti Maestri, tra cui Bill Wallace e GM He-il Cho. In questo periodo le arti marziali coreane e in special modo l’Hapkido si andavano sviluppando, grazie anche agli sforzi di Dr. Kimm, il quale dava dimostrazioni con la sua squadra in tutti gli USA. In occasione di un torneo di Karate a Dallas, in cui erano stati invitati per una dimostrazione, furono avvicinati da un giovane istruttore coreano mai visto che in coreano disse: “Cosa ci fai nel mio territorio?” Al che Master Hwang si avvicinò a Dr. Kimm salutandolo e rispose al giovane sempre in coreano: “Stupido idiota! Non sai contare fino a 2! Dopo la dimostrazione di Dr. Kimm tutti vorranno imparare le arti marziali coreane. Pensi che gli abitanti di Dallas apriranno l’elenco telefonico di Dallas o quello di Baton Rouge?” Dopo di che gli intimò di chiedere scusa, cosa che il giovane  fece prontamente.

Nei primi anni 70, vista la mancanza di libri in inglese di Hapkido, Dr. Kimm ebbe il privilegio di tradurre il libro “Korean Hapkido” di GM Myung Kwang-sik, il quale insieme a Dr. Kimm si esibì per la prima volta in America in una dimostrazione nel 1973 durante una visita di 10 giorni a Dr. Kimm. In seguito GM Myung chiese a Kimm di lavorare con lui per organizzare l’Associazione Mondiale di Hapkido (WHA).

Nel 1974 Dr. Kimm incontrò GM Suh In-hyuk, fondatore del Kook Sul, con cui divenne presto amico e decisero di collaborare per diffondere il Kuk Sul e l’Hapkido in un sistema che chiamarono Kuk Sul-Hapkido. In tal modo Dr. Kimm avrebbe potuto imparare altre tecniche di Kuk Sul, e GM Suh avrebbe potuto diffondere più velocemente la sua arte. Dr. Kimm cercò di avvicinare GM Suh e GM Park Lee-hyun, ma i due avevano caratteri diversi e mentre Kimm insisteva nell’inglobare anche il Kuk Sul nella American Hapkido Association, aumentando numero di tecniche e accrescendo il peso dell’Associazione, Park ribadiva che tutto doveva restare sotto il governo della AHA. A questo punto Park accusò Kimm di aver tradito la AHA e Kimm lasciò a Park il suo posto di Presidente della AHA, che mantenne fino alla morte nel 1987. Nel 1978 le Hawaii celebrarono le “settimane coreane”: 2 settimane di festa per celebrare il 75° anniversario dell’immigrazione coreana alle Hawaii, a cui furono mandati dal governo coreano rappresentanti di musica popolare, di balli e di arti marziali, tra cui c’era anche il Kuk Sul. Oltre ai coreani, in rappresentanza di tale arte marziale furono chiamati dagli USA anche Dr. Kimm e Suh In-hyuk.

Uno dei progetti di Dr. Kimm e GM Suh In-hyuk era quello di ospitare i campionati del mondo di Kuk Sul in Corea nel 1982. Per tale evento Dr. Kimm iniziò a redigere il regolamento osservando i tornei di varie arti marziali in tutto il mondo. L’unico punto su cui i Coreani non erano d’accordo era l’eliminazione della spazzata, essendo questa una delle armi più efficaci. Essendo il pavimento del Koo Duk Gym a Pusan (dove sarebbero stati ospitati i campionati) senza materassine Dr. Kimm insisteva sulla questione sicurezza in quanto tale tecnica avrebbe potuto arrecare molti danni a chi l’avesse subita. Le obiezioni furono che senza tale tecnica i Coreani, che disputavano solitamente meno gare degli americani, avrebbero avuto meno possibilità di vincere e quindi i media avrebbero avuto da ridire sulla qualità del Kuk Sul in Corea, qualora la squadra di casa avesse vinto meno trofei. Non sapendo cosa rispondere Dr. Kimm mise la questione ai voti e la maggioranza votò per non permettere tale tecnica ai campionati.


Grandmaster Dr. He Young Kimm -1°Parte (torna su)

La storia marziale del Dr. Kimm inizia all’età di 13 anni quando, iscrittosi alla Scuola Superiore di Seoul, incomincia a praticare Yudo (judo coreano) e Bi Sool (stile di difesa personale). Dopo 3 anni nel 1956, svegliatosi da un incubo con una brutta sensazione, il giovane Kimm decise di ritornare a casa nella sua città dove trovò il padre a terra in mezzo ai suoi familiari in lacrime. Gli fu spiegato che a causa di un litigio per una partita a carte con uno dei fratelli Kwon, suo padre fu assalito e malmenato dai 4 fratelli. Portato in ospedale, vi restò per 6 mesi e le spese per le cure, insieme alla battaglia legale durata 3 anni portarono la situazione economica familiare ad un livello preoccupante, tanto che, nonostante la vittoria in giudizio, il risarcimento non bastò a pagare i debiti e ci fu bisogno di vendere la terra di famiglia. Per questo motivo il giovane Kimm decise di vendicare l’onore del padre e realizzò che i pochi anni di allenamento nelle arti marziali non sarebbero bastati contro i 4 fratelli Kwon, per cui ipotizzò di entrare nella scuola di polizia, e, una volta avuta la pistola (visto che in Corea non era possibile per un civile possedere armi da fuoco), usarla contro di loro. Questa soluzione, si rivelò però impossibile, poiché per entrare nell’accademia di polizia era necessario essere diplomati e Dr. Kimm era troppo giovane, quindi la sua scelta fu di praticare molti tipi differrenti di arti marziali che gli avrebbero permesso di sconfiggere i fratelli Kwon dopo circa 3 anni di studi.

A questo punto il giovane Kimm iniziò un duro allenamento che lo portava ad alzarsi prima dell’alba tutti i giorni e a correre a piedi scalzi verso la montagna in cui ora si trova l’Università di Corea e arrivato in cima praticava esercizi per il controllo della respirazione e del ki che gli avrebbero consentito di muovere l’energia vitale da un punto all’altro del corpo o di concentrarlo in un solo punto a seconda delle necessità.

Praticando Yudo e Bi Sool sotto la guida di Grandmaster Song Kwang-sub Dr. Kimm apprese la difesa contro attacchi da coltello e le proiezioni con movimenti circolari; inoltre, cosa fondamentale, Grandmaster Song insisteva sul concetto di unicità tra mente e corpo e sulla loro cedevolezza e flessibilità come il soffice cotone o l’acqua che scorre, e quindi sull’adattamento alle differenti situazioni. L’esempio ricorrente era quello della neve che si posa sui rami di quercia che per il troppo peso e la loro rigidità si spezzavano a differenza di quelli di salice che per la loro flessibilità non consentivano alla neve di accumularsi. Usando tale logica, quando si riceve un pugno, la potenza viene assorbita se il corpo è flessibile e rilassato come i rami del salice e se  allo stesso modo la mente non sia rigida di modo da potersi muovere velocemente per evitare un attacco.

Dr. Kimm frequentò le lezioni di Yudo di Grandmaster Bang Young-doo, capo istruttore del quartiere generale di polizia coreana, di Kong Soo Do e boxe di Grandmaster Yu Sook-dong. In quel periodo le lezioni si tenevano sotto le tende militari in cui allenarsi diventava proibitivo per il freddo estremo d’inverno e il caldo insopportabile d’estate: non esistevano stufe per l’inverno o ventilatori d’estate.

Poiché non esistevano gare di Bi Sool, il giovane Kimm partecipò e vinse numerose competizioni di Yudo tra cui i campionati nazionali per 3 anni consecutivi e ricevette il “Riconoscimento Tecnico Straordinario” da Kim Sung-kon, presidente della Korea Yudo Association.

Dr. Kimm iniziò a praticare Tang Soo Do dal suo amico Lee Jong-sung a cui in cambio insegnava Yudo. Entrambi impararono l’uno dall’altro forza e cedevolezza. A corta distanza Kimm parava, afferrava e proiettava, a distanze più lunghe Lee poteva calciare e indietreggiare prima che Dr. Kimm potesse afferrare. Fu questa una grande esperienza per Kimm da cui iniziò il suo confronto di diversi stili di arti marziali.

Ogni ulteriore giorno di allenamento conferiva a Dr. Kimm maggiori capacità di resistenza e sopportazione, ma nonostante ciò riteneva di non aver ancora perfezionato i suoi calci, i pugni e le proiezioni. Per tale motivo continuò ogni giorno ad alzarsi prima dell’alba e ad arrampicarsi sulla montagna per allenarsi nello sviluppo del ki.

In questo periodo Dr. Kimm incontrò due persone che avrebbero avuto molta influenza nella sua vita: Park Lee-hyun che in seguito divenne Presidente della Commissione Esaminatrice dell’American Hapkido Association e Park Hyun-ja, sua futura ed attuale moglie. Park Lee-hyun diventò molto amico di Kimm e insieme si allenarono nelle arti marziali oltre a studiare nella stessa scuola. Prima del diploma, Dr. Kimm spiegò il suo piano di vendetta a Park Lee-hyun, che senza esitazioni gli offrì il suo aiuto, convincendolo che insieme avrebbero avuto ben poche difficoltà. Dr. Kimm accettò la sua offerta ma ritenne che quello non era ancora il momento adatto; intanto il padre si era ristabilito e gli affari stavano ritornando a buoni livelli e la madre di Kimm era sempre più preoccupata a causa del desiderio di vendetta del figlio. Inoltre una zia di Kimm, sposatasi con uno della famiglia Kwon, aveva adottato uno dei 4 fratelli, il che rese Kimm un lontano parente dei Kwon…


Han Mu Do - Tecniche Senza Armi - Maggio 2009 (torna su)

Dopo aver appreso correttamente l’utilizzo delle direzioni, nell’Han Mu Do si impara a reagire ad un attacco. All’inizio si utilizzano prevalentemente tecniche di contrattacco basate su colpi di mano o di piede; in seguito, avendo acquisito maggiore dimestichezza con l’arte, gli attacchi vengono respinti con manipolazioni di articolazioni e con leve e proiezioni.

 Ta Sul:

Inizialmente si impara a parare e contrattaccare colpendo l’aggressore con la parte superiore del corpo o con quella inferiore. Il colpo può essere portato con le mani eseguendo un pugno, un colpo a mano aperta, una spinta o un attacco col taglio della mano. Oppure ancora con gomiti o spalle. In alcuni casi si può contrattaccare colpendo con la testa. Utilizzando invece la parte inferiore del corpo si usano piedi e ginocchia: i calci possono essere frontali, laterali o circolari.

Kwan Jul Sul:

Con una maggiore preparazione il contrattacco può essere portato bloccando e eseguendo una presa o una manipolazione delle articolazioni, in particolare polsi, gomiti, caviglie e ginocchia. Tuttavia l’attacco può essere diretto anche alle articolazioni delle spalle e dei fianchi.

Too Sul:

Infine ci si può difendere da un attacco con una leva o una proiezione. In tal caso le parti utilizzate sono mani, braccia, fianchi e gambe. Prima di esercitarsi con tali tecniche è però necessario padroneggiare le tecniche di caduta.


Il Simbolo dell'Han Mu Do - Aprile 2009 (torna su)

Il simbolo dell’Hanmudo rispecchia la filosofia di cui tale arte marziale è permeata. Esso è costituito da un cerchio diviso in 3 spicchi di colore diverso – giallo, blu e rosso – che sono i colori fondamentali della filosofia coreana. È questa la principale differenza tra il pensiero cinese, fondato sulla teoria di Yin  Yang (teoria degli opposti), e il pensiero coreano. All’interno di ogni spicchio troviamo delle figure di mani che simboleggiano gli stessi concetti dei colori sottoforma di immagini, e in particolare raffigurano il gioco “kawibawibo” ovvero la nostra “morra cinese” in cui ogni simbolo è vincente sull’altro: la carta batte il sasso, il sasso batte la forbice e la forbice batte la carta.

I colori simboleggiano i 3 elementi fondamentali: terra, acqua e fuoco

IL GIALLO RAPPRESENTA LA TERRA
La terra rappresenta gli strumenti, le tecniche che il praticante di arti marziali deve imparare. Il modo è scritto in Terra.

IL BLU RAPPRESENTA L'ACQUA
L'artista marziale deve essere flessibile come l'acqua. Ogni situazione ha il suo diverso approccio. Una volta l'acqua è come un dolce ruscello di montagna, un'altra è un oceano in tempesta.

IL ROSSO RAPPRESENTA IL FUOCO
Senza passione non esiste lotta. Ogni situazione possiede il suo diverso livello di passione. Il fuoco può essere intenso come paglia che brucia o ardere come i carboni. La terra può fermare l'acqua, l'acqua può spegnere il fuoco, il fuoco può bruciare la terra: ogni colore è vincente sull'altro.

Allo stesso modo le mani all'interno simboleggiano gli stessi elementi:

IL PUGNO CHIUSO RAPPRESENTE LA TERRA, esso si trova all’interno del colore blu (acqua): la terra ferma l’acqua

LA MANO APERTA RAPPRESENTA L’ACQUA che si trova nel colore rosso (il fuoco): l’acqua spegne il fuoco

LA MANO A PISTOLA RAPPRESENTA IL FUOCO nel colore giallo (la terra): il fuoco brucia la terra.

Le mani simboleggiano anche 3 aspetti dell’arte marziale, e rispettivamente: il colpo, la parata e il ki (energia interna). Anche in questo caso ogni elemento è vincente sull’altro.

Al centro del simbolo i 3 colori si incontrano. È questo il punto di equilibrio. I grandi cerchi diventano sempre più piccoli finché non incontrano un unico punto: il centro. Qui i 3 elementi si fondono; terra, acqua e fuoco diventano uno, colpo parata e ki sono racchiusi nello stesso momento nella stessa persona.


La Storia dell'Han Mu Do in Europa - Marzo 2009 (torna su)

In Europa l'Han Mu Do arriva per merito del Maestro inglese Bob Banham, il quale per primo andò negli Stati Uniti per partecipare ad un seminario tenuto dal Dr. Kimm He-Young nel 1992. Da esperto di arti marziali voleva rendersi conto di persona di cosa fosse quest'arte marziale. Rimase impressionato. Non solo dall'arte marziale, ma dallo stesso Grandmaster Kimm. Il Dr. Kimm gli chiese a quel punto di rappresentarlo in Europa e gli promise di andare in Inghilterra, a Norwich dove il Maestro Banham insegna, due volte l'anno per i successivi 5 anni. In cambio, il Maestro Bob Banham si impegnò a prendere parte a 2 seminari all'anno a Baton Rouge per lo stesso periodo.

Da allora l'Han Mu Do è l'arte marziale principale insegnata alla sua scuola "Chilsong".
Due anni dopo che il Maestro Bob Banham aveva abbracciato l'Han Mu Do, il Maestro Frans Van Boxtel, olandese, esperto di Tae Kwon Do, Hapkido, Judo e Ju Jitsu, entrò in contatto con il Dr. Kimm e di conseguenza con l'Han Mu Do. Anche lui fu talmente impressionato dall'arte e dal suo fondatore che partecipò a numerosi seminari tenuti dal Dr. Kimm negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Dopo 4 anni, nel 1996, il Maestro Bob Banham, per motivi di salute, rinunciò alla posizione di Direttore per l'Europa, chiedendo al Maestro Van Boxtel di prendere il suo posto.

Da allora, il quartier generale europeo dell'Han Mu Do è stato stabilito a Uden (vicino Eindhoven). Qui ogni anno si tiene il seminario europeo tenuto dal Dr. Kimm e vari altri corsi di aggiornamento tenuti dal Maestro Frans Van Boxtel, che continua a promuovere l'arte dell'Han Mu Do conducendo seminari in tutta Europa. Molti istruttori di Han Mu Do in Europa sono allievi personali del Maestro Van Boxtel. In Italia la storia inizia nel gennaio 1999 quando il Maestro Pinga, allora 4° Dan di Taekwondo e istruttore di Ho Shin Sul (difesa personale coreana) annunciò ai suo allievi più anziani che di lì a pochi mesi, in Svizzera, si sarebbe tenuto un seminario di una nuova arte marziale con il cui fondatore era in contatto ormai da diversi anni pur non avendo mai potuto incontrarlo di persona.

Ovviamente l'arte marziale in questione era l'Han Mu Do e quella era l'occasione per prendere parte ad un seminario senza dover fare migliaia di km per arrivare in America. Entusiasti, anche se quasi del tutto inconsapevoli si unirono al Maestro Pinga, Nicola Fusco 2° Dan di Taekwondo, unico allora tra i suoi studenti ad avere già una propria scuola, e Vincenzo Mastrojanni, cintura rossa. L'esperienza in Svizzera fu una vera illuminazione: le tecniche, l'atmosfera, la dimostrazione di Grandmaster Kimm insieme al suo allievo Grandmaster Serio, l'ospitalità e lo spirito di tutti i partecipanti provenienti dall'intera Europa impressionarono gli italiani che decisero a quel punto di studiare per introdurre questa bellissima arte marziale anche in Italia. Dopo due anni e mezzo di duro lavoro, assidua partecipazione a numerosi seminari in Olanda, Inghilterra, Svizzera, la supervisione del Maestro Ernst Jan Rolloos, rappresentante per la Svizzera diventato da dopo il seminario grande amico del Maestro Pinga e del Maestro Fusco, si arrivò al tanto sospirato esame per la cintura nera superato brillantemente con gli elogi ed i complimenti della commissione e dello stesso fondatore Grandmaster Kimm He-Young.

Nel 2002 la promozione a 2° Dan e da quel momento l'impegno è stato diretto alla propagazione dell'Han Mu Do in Italia culminato con il seminario del maggio 2004 a Caserta a cui presero parte quasi 50 tra studenti e Maestri provenienti da tutta Europa. Nel maggio 2006 finalmente la fondazione dell'Associazione Italiana Han Mu Do, con 2 scuole ufficiali: Sul Sa di Casoria (NA) del Maestro Pinga e Hwa Rang Kwan di Caserta del Maestro Fusco. Nell'Ottobre 2006 l'esame per 3° Dan durante il Seminario Europeo a Uden in Olanda, mentre in programma c’è un nuovo seminario in Italia diretto da Grandmaster Kimm nel mese di giugno 2009


Le Caratteristiche del Han Mu Do - Febbraio 2009 (torna su)

L’Han Mu Do è un’arte marziale tradizionale coreana creata dal Dr. He Young Kimm. Han Mu Do si traduce letteralmente come “Via delle arti marziali coreane”, e si divide in 4 settori principali:

·                        Yuh Kwon Sul: Studio delle tecniche a mani nude

·                        Mu Ki Sul: Studio delle tecniche con le armi

·                            Son Du Sul: Studio del Ki

·                            Han Chul Hak: Studio della filosofia Han (Coreana) 

La parte più corposa è lo studio delle tecniche senza armi che si dividono a loro volta in tecniche di calcio, tecniche di mano, leve e proiezioni.

L’Han Mu Do si basa su 3 caratteristiche fondamentali che sono:

1.      Modalità di reazione

2.      Direzioni

3.      Parata infinita

Le modalità di reazione sono 3 e si distinguono in: EVITARE (o USCIRE), CONTROLLARE, DISTRUGGERE
La prima cosa che si impara è quella di uscire (o evitare) dalla direzione del pugno o da una qualsiasi presa. Dopo di che si impara a controllare l’azione dell’avversario attraverso una parata con successivo bloccaggio e/o una leva per impedirgli di continuare, infine in casi estremi si prosegue con un contrattacco colpendolo con mani o piedi in punti vitali o con una rottura delle articolazioni sottoposte alla leva. È questa una metafora della filosofia di vita su cui il sistema dell’Han Mu Do si fonda. In occasione di un possibile scontro infatti evitare lo stesso è il primo modo per uscirne vincitori; poi controllare e solo per necessità distruggere.

Alle modalità di reazione si lega la 2^ caratteristica: le direzioni. Nell’Han Mu Do esistono 9 direzioni principali di cui 4 sono di chi attacca e 5 di chi difende. Esse sono delle linee immaginarie sul terreno e sono sempre viste dalla prospettiva del difensore.

Chi attacca normalmente lo fa di fronte al difensore (avanti), da dietro, da destra o da sinistra, per cui le 4 direzioni dell’attaccante sono una sorta di croce che ha il suo centro sotto i piedi del difensore. Secondo la filosofia dell’Hanmudo, difendendosi nelle direzioni dell’attaccante (avanti, dietro, destra o sinistra), anche se differenti da quella da cui giunge l’attacco, il difensore sarà destinato a soccombere. Il difensore al contrario deve utilizzare le sue cinque direzioni, che sono le diagonali che dai suoi piedi vanno in avanti a destra, avanti a sinistra, dietro a destra e dietro a sinistra e la direzione che sposta il suo baricentro in basso. Solo così il difensore avrà la meglio sull’attaccante.

Infine la parata infinita, anch’essa legata a doppio filo alle direzioni e alle modalità di reazione, viene utilizzata normalmente per bloccare una sequenza di calcio e pugno, ma può essere utilizzata anche solo per gli attacchi di mano. È unica come movimento nelle arti marziali e consiste nell’utilizzo di entrambe le braccia che compiono un movimento simile al numero 8 e quindi al simbolo matematico per “infinito”

 

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