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Aggiornato il 23/01/2010
 
 
 
 
 
 
 
 

Rubrica Wing Chun

In questa sezione sono presenti gli articoli apparsi su S.T.A.M. Magazine nella rubrica Wing Chun, scritti dal nostro Collaboratore M° Geppy Amato, maestro di Wing Chun per la Wing Chun Team Italia, per maggiori approfondimenti contattare direttamente il M° Geppy Amato o visitare i Link: http://www.wingchunteam.it/

Wing Chun - Volere è Potere
Wing Chun - Una crescita marziale per un traguardo infinito
Wing Chung - Una Piccola Idea per Tante Soluzioni
Wing Chun - Preparazione Atletica
Wing Chung - Chi Gerk
Wing Chung - I Programmi


Wing Chung - Volere è potere - Maggio 2009 (torna su)

Penso che molti praticanti, quando iniziano il lungo e difficile percorso di un ‘arte marziale  ,vorrebbero esempi da cui attingere storia e  curriculum per poter affrontare al meglio il proprio cammino marziale .

In questo artico racconterò un po' il mio iter e darò qualche consiglio.

La prime cose che un praticante deve tenere presente nella fase iniziale di apprendimento sono :

1)     Obbiettivi

2)     Come raggiungerli

3)     Cosa fare

Nel primo punto  vi è nascosto la soluzione dei  nostri problemi ,in quanto solo sapendo cosa si cerca nello studio di  un arte marziale , si può cercare di raggiungere lo scopo , altrimenti  si perde solo tempo , ed in genere chi non si impegna non cresce, ma più cerca di andare avanti  meno progredisce  ,entra in quella fase che viene detta involuzione marziale, tanto presente in tantissimi allievi.

Personalmente  mi avvicinai allo studio delle Arti Marziali per  il mio carattere timido,introverso  ed insicuro ,mentre il mio obiettivo già nella fase di apprendimento iniziale era quella di diventare Maestro, e da quel momento in poi mi sono dato molto da fare,  anche perché ,non avendo un fisico da  “supereroe”, ho dovuto tanto lavorare sul mio corpo e sulla mia mente ,dando importanza più all’aspetto psicologico che non all’aspetto tecnico ,che fortunatamente era già insito in me.per una mia predisposizione.

In questa fase  iniziale, ho dovuto  subire molte umiliazioni e mortificazioni dai miei  ex maestri  durante gli allenamenti quotidiani,negli stage e durante gli esami, e anche se in quel momento non condividevo il loro modo di farmi crescere, non mi sono mai lamentato,

né ho creato mai polemiche con loro, ma sono andato diritto per la mia strada, facendomi forza attraverso la passione ed il mio obiettivo  .Dopo molti anni posso dire che quel tipo di trattamento duro ed ostico mi ha forgiato nell’anima e nello spirito,  e mi ha fatto comprendere che in genere la conquista di un qualcosa a cui teniamo deve avvenire in modo non semplice, ma complesso e pieno di ostacoli; in questo modo se ne apprezzano i sacrifici fatti ed i valori conquistati.

Nel secondo punto, invece,si parla del come raggiungere l’obiettivo; questa parte è la  più complessa, perché in questa fase sono custoditi  i principi filosofici dell’arte per quanto riguarda la figura del maestro, come linea guida di noi stessi:

1)Rispetto

2)Lealtà

3)Impegno

4)Volontà

5)Onore

6)Sacrificio

7) Integrità

8) Pazienza

9) Umiltà

10)Spirito di collaborazione

11)Credere in quello che si sta facendo

Ecco questi ,uno ad uno, rappresentano il vademecum che ogni artista marziale, praticante, istruttore, insegnante, maestro dovrebbe tenere sempre presente per crescere sia come persona che come atleta marziale.

Personalmente, nel mio cammino iniziato nel lontano 1987 ho cercato sempre di rispettare questi principi e tuttora continuo a farlo, ma con spirito autocritico, cercando sempre nell’ io piu profondo .

L’ultimo punto è quello che chiude il cerchio e consiste nel fare le cose nel modo più sereno, tranquillo e entusiasmante,  senza  avere troppe aspettative, ma soltanto credere in ciò che si sta facendo   con la passione nel cuore.

Questi 3 punti rappresentano l’inizio  per qualunque artista marziale  che vuole  progredire nel tempo .

Ecco, quest’ ultimo mio pènsiero  è stato per me il  mio motto,  che mi ha permesso di realizzarmi ed avere grandi soddisfazioni  ,ma  ,poiché un artista marziale non deve sentirsi mai arrivato, attualmente voglio continuarmi a mettere  in discussione e competere amichevolmente  con altri praticanti della mia stessa arte per non frenare la mia crescita marziale, che rappresenta il mio modus operandi nella vita di tutti i giorni…


Una Crescita Marziale per un Traguardo Infinito - Febbraio 2009 (torna su)

Questo articolo vuole essere solo un pensiero una spiegazione della mia opinione  che mi sono fatto  nella mia esperienza ventennale  sullo studio di quest’arte.

Fatta questa piccola premessa, iniziamo col dire che  lo studio dettagliato di questa disciplina prevede 3 stadi:

1)     Stadio Atletico

2)     Stadio  Tecnico

3)     Stadio  Mentale.

Lo stadio atletico di cui ho  già scritto qualcosa in un mio precedente articolo rappresenta una fase importante, ma non indispensabile nell’iter del wing chun ,in quanto è solo un completamento per far si che tutti i pezzi del puzzle(Lavoro muscolare –lavoro tecnico) combacino.

Il secondo stadio è quello indispensabile, in quanto con lo studio di esso si creano le fondamenta dell’artista marziale su cui operare :

 

1)Iras(Posizione neutra)

2)Footwork

3)Posizioni di guardia

4)Tecniche base(Cunei,tan,pak,gam,gaun)

5)Chisao

6)Latsao

7)Forme a mani nude e non

8)Woodeen Dummy(manichino)

ETC ETC

Può rappresentare lo stadio  piu complesso, in quanto il praticante deve incamerare nozioni ragguardevoli e non di semplice applicazione ed esecuzione ;ecco perché rispetto ad altre arti marziali e sport da combattimento  c’è bisogno di anni ed anni di studio e di pratica.

Ecco perché quasi tutti i programmi di wing chun  hanno bisogno di tre fasi:

1)fase di acquisizione della tecnica –routine-programma(Già complessa di per se).

2)fase di apprendimento del concetto, strategia e principio del programma che si sta studiando (di facile apprendimento ma non di esecuzione).

3)Applicazione pratica del programma .

Questi aspetti, se sviluppati con criterio, sviluppano nel wing chun man una certa preparazione tecnico-atletica non indifferente.

Il terzo stadio è lo stadio più importante e che da molti praticanti viene trascurato e sottovalutato, ma che, ai fini pratici dell’applicazione di un concetto-tecnica-programma,  fa sì che  il tutto si concretizzi effettivamente.

Diciamo che l’aspetto psicologico nell’arte marziale è fondamentale, perché per far sì che tutto ciò che si impara  nella difesa personale si possa applicare bisogna soprattutto CREDERE in ciò che si studiando, praticando, imparando e sapere che  ne la conoscenza tecnica ne la preparazione atletica ci rende sicuri del successo in uno scontro reale e sportivo.

Ma la riuscita non dipende solo dal CREDERE ma è dato dalla somma di tutti questi 3 stadi, che devono interagire fra di loro e vivere in noi stessi per poi manifestarli nel momento che ce n’è bisogno.

E risaputo ovviamente che tutto ciò non avviene dall’oggi al domani ,ma ,come ho già detto,c’è,bisogno di tempo ,impegno e grande concentrazione  e soprattutto passione per quello che si sta studiando e facendo.

Quindi, se posso dare un consiglio a  coloro che hanno intenzione di intraprendere lo studio del wing chun ,è di  armarsi di tanta pazienza e di non correre nel voler a imparare tutto e subito perché Roma non fu costruita in un giorno ma nel tempo, in quanto la conoscenza non basta, se non è accompagnata dall’interiorizzazione  di tutti e tre stadi.


Wing Chung - Una Piccola Idea per Tante Soluzioni - Dicembre 2008 (torna su)

Partendo dal titolo del mio nuovo articolo  vorrei parlare delle forme ed in particolar modo della 1 Forma SIU-NIU-TAU , detta appunto anche “piccola idea”.Prima di entrare nello specifico vorrei premettere che nel Wing Chun esistono:

1) 3 Forme a mani nude(SIU-NIU-TAU ; CHUM-KIU;BIU-TZE)

2) 2 Forme con armi Palo Lungo e Spade a farfalla (LUK-DIM-BOON-KWUN; BART-CHAM-DAO)

3) 1 Forma con l’uomo di legno(WOODEEN-DUMMY) 

Chiarito questo andiamo a spiegare quello che si nasconde dietro  la 1 Forma codificandola:prima di tutto, in essa sono presenti concetti di linea centrale (piano sagittale ,una linea immaginaria che divide l’essere umano in due parti uguali) , importanti in quanto su quel piano si trovano collocati i punti deboli  (organi ) di ogni essere umano(occhi,gola,bocca dello stomaco ,parti basse ,etc etc) e  li si impara a difendere ed attaccare contemporaneamente .Un altro principio nascosto in questa forma  è quello che fa capo al primo principio di forza “Liberarsi della propria forza”, cosa non semplice da ottenere, in quanto noi occidentali , essendo legati ad essa, crediamo , sbagliando ,che più forti siamo ,meno botte prendiamo. Ma non è cosi ,in quanto l’essere rigidi e contratti blocca il naturale flusso energetico che attraversa i nostri meridiani (canali energetici presenti nella cultura marziale cinese) negandoci una risposta (reazione) istantanea ed efficace a qualsiasi tipo di sollecitazione esterna (aggressione ) ,mentre l’essere rilassati e liberi mentalmente fa si che impariamo ad agire senza pensare .

Questi rappresentano gli aspetti ,diciamo ,meno evidenti che lo studio delle forme in genere ma soprattutto la prima ci permette di affinare per giungere allo scopo.

Adesso, partendo ,dagli arti inferiori ,notiamo che durante l’apprendimento di tale forma si incontrano vari elementi che fanno si che la prima forma  rappresenti quella più importante.

In primis la posizione base “IRAS” e fondamentale, in quanto in essa si nasconde uno dei fulcri principali dell’arte ,poiché tramite il suo sviluppo, il praticante acquisisce  la struttura (fondamenta) dove costruire il tutto. Infatti tramite essa si sviluppano (stabilità,equilibrio, esplosività ,incastri articolari ) .Passando invece verso gli arti superiori , si incontrano le 7 tecniche dove ruotano tutti gli elementi tecnici che combinati fra di loro  creano il cuore dell’arte(Pugno verticale  cuneo), Tansao, Paksao, Gaunsao, Gamsao, Bongsao, Foksao). Ovviamente la pratica di queste tecniche unita ai concetti elencati sopra  e all’uso degli arti inferiori rende questa forma indispensabile per comprendere meglio l’importanza di essa.

Inoltre una volta interiorizzata ,deve essere “codificata” per estrapolare le miriadi di applicazioni nascoste in essa .

E una forma statica a differenza delle altre che sono dinamiche .

Oltre a tutto ciò che si è detto finora ,l’esecuzione delle forme in genere sviluppa anche:

1)Posture

2)Angoli

3)Respirazione

Tutti elementi fondamentali per la  giusta esecuzione della forma.


Wing Chun - Preparazione Atletica - Novembre 2008 (torna su)

Due sono le correnti di pensiero  riguardo agli approcci tecnici e fisici durante l’iter  di  un artista marziale .

La prima corrente di pensiero è quella un po’ praticata da tutti: dare molto spazio alla tecnica , alla salute e alla filosofia dell’arte marziale, trascurando tutto ciò che riguarda la preparazione atletica del singolo artista marziale, secondo me sbagliando.

Premetto che in questo mio ragionamento vengono esclusi gli sport da combattimento Anche nel wing chun  ci sono i pro tecnica  e i contro preparazione atletica  e viceversa.

Dopo aver fatto questa introduzione, in questo articolo cercherò di descrivere il mio pensiero su tale argomento.

Prima di tutto tecnica ed allenamento fisico non devono muoversi su due binari differenti, ma devono interagire fra loro  per giungere allo stesso risultato finale “Performance ottimale”.

Come si giunge a tutto ciò?                           

La cosa importante è che tanti atleti  allenandosi  fisicamente  in modo sbagliato, non per colpa loro, ma  per ignoranza dei loro insegnanti,  non sanno dosare  le routine di allenamento e bruciano le fibre  muscolari (che si dividono  in fibre rosse  -lente e le fibre bianche –veloci), creando danni permanenti  a se stessi.

Senza dilungarmi troppo su anatomia e fisiologia,  scriverò qui sotto un allenamento standard usato da me per i miei allievi:

1)Fase iniziale: Stretching e Mobilità Articolare

2)Fase atletica: Piegamenti ,Addominali ,Potenziamento Gambe

3)Fase  Transfer

La prima fase è quella fatta un po’ da tutti e viene chiamata Riscaldamento. Anche  noi facciamo questa fase, apportando però delle variazioni. Lo stretching non viene esasperato, ma vengono fatti appositi esercizi pesanti ed intensi, non lunghi, questo per far sì che i tendini ed i legamenti vengano sollecitati intensamente, ma non per lungo periodo;inoltre insieme ai semplici esercizi articolari alterniamo un tipo di esercizio chiamato “pugni a catena con saltelli contando”,  un esercizio molto faticoso, che però sviluppa molta resistenza, soprattutto resistenza veloce, adatta essenzialmente ai praticanti di wing chun.

Nella seconda fase invece  si dà molta importanza  al potenziamento muscolare  degli arti inferiori, superiori e tronco.

Anche in questo caso usiamo dei piccoli accorgimenti da me sviluppati per  rafforzare tendini e legamenti  degli arti  superiori ed inferiori, al fine di apportare un potenziamento particolare  per ottenere quella forza esplosiva ed elastica tanto cara  a noi praticanti di wing chun . Sono esercizi fatti a coppia a turno  dove  ognuno nella fase di esecuzione sviluppa una determinata attitudine muscolare  ed inoltre in alcuni di questi lavori  si  potenzia  un equilibrio  totale del proprio corpo.

Invece, riguardo al tronco, eseguiamo  dei  lavori per potenziare l’addome  fondamentale per sostenere la nostra struttura . Oltre a  quei nuovi tipi di esercizi creati da me  sempre riguardo agli arti superiori  ed inferiori  svolgiamo sia semplici piegamenti (normali,medi,larghi,con un certo angolo) sia dei lavori di gambe  (squat  mezzo ed intero, cammino oca e canguro ); inoltre sempre per le gambe faccio fare dello stretching  sviluppato da me sempre per  rafforzare  sia i legamenti che i tendini.

Nella terza fase invece avviene il passaggio più importante, cioè  trasferire nella tecnica tutto  quello che si è fatto durante l’allenamento.

Come si ottiene ciò?

Semplicemente  facendo dei circuiti  particolari dove si alternano fasi atletiche a fasi tecniche (colpitori, latsao, sparring , chisao), distribuite in un certo modo per non  alterare  o eliminare il risultato finale, che si traduce in performance brillante.

Ovviamente  durante l’anno si faranno dei richiami per  non perdere la brillantezza acquisita.


Wing Chun - Chi Gerk - Ottobre 2008 (torna su)

Uno dei programmi più affascinanti del wing chun è quello relativo allo studio del Chi Gerk (chisao con le gambe) .

Come il chisao  sviluppa la sensibilità degli arti superiori, cosi il Chigerk  sviluppa la sensibilità degli arti inferiori.

Allo studio di tale programma ci si arriva con gradualità e con una certa preparazione tecnica e fisica ,infatti nel chigerk vengono sollecitati molto i muscoli : quadricipiti,bicipiti femorali ,gemelli(polpacci)  insieme alle articolazioni coxo-femorali e della caviglia nonché tutto il bacino.

Quindi per arrivare ad ottenere delle buona fondamenta ,bisogna lavorare molto sulla stabilità,sull’equilibrio ,sulle difese yap gerk e bong gerk ,e poi fare una serie di esercizi per rafforzare i muscoli sollecitati.

I programmi di chigerk vengono studiati in due  periodi differenti:

1)Periodo Base

2)Periodo Avanzato

Nel primo periodo si studiano un po’ l’impostazione base con gli esercizi base e i primi esercizi di sensibilizzazione degli arti inferiori, per dare struttura alla persona .(angoli,pressioni,posture e dinamiche) ,ovviamente sono solo accenni  e nozioni base .

Nel periodo avanzato(gradi superiori), invece si entra più nello specifico, in quanto si iniziano a studiare delle vere e proprie sezioni(routine di allenamento), esse sono in tutto  5  e danno al praticante quella sensazione di padronanza del proprio corpo (in questo caso dei propri arti inferiori ),che in sintonia con gli arti superiori si fonde per interagire fra di loro  per funzionare poi  come una perfetta “macchina”, valida sia in fase di difesa che in fase di attacco e reattiva allo stesso momento.

Tutte le sezioni vengono svolte in due modi : questo per favorire alcuni fattori essenziali nel wing chun : l’equilibrio ,la stabilità e le posture in genere.

Nelle prime tre sezioni si svolgono dei lavori di pressioni e tensioni sugli arti  unite a dei lavori base di sensibilizzazione articolare (caviglia,ginocchio) .

Durante l’esecuzione di tali routine , vengono esercitate anche delle combinazioni di attacchi e difese alternate da sequenze di disarticolazioni ,che permettono al praticante di assorbire energia dinamica attraverso  l’applicazione di yap e bong,

come detto prima,  per poi sfruttarla a proprio vantaggio con sequenze di attacchi portati in un certo modo.

Quindi si può dedurre che il chigerk rappresenta  un tramite per poter destabilizzare le fonti primarie(gambe)  in un aggressione reale, in quanto tutta la struttura di un essere umano poggia su codesti arti .

Le ultime due sezioni ,invece ,vengono svolte in condizioni estreme, cioè al suolo in posizione orizzontale; questo per dare un ulteriore preparazione al praticante ,che agendo da una posizione non congeniale per un wing chun man,  acquista una padronanza superiore che ,riportata nella normalità,  lo perfeziona ulteriormente.

A differenza delle altre tre sezioni ,viene aggiunto anche l’uso degli arti superiori ,cosa che non succede nelle prime tre ;infatti,oltre ai lavori di spinta e di tensioni sugli arti , si impartiscono anche leve articolari  e  lotta  questo per dare al wing chun man un bagaglio completo .


Wing Chun - I Programmi - Settembre 2008 (torna su)

Nel wing chun esistono  tanti  programmi tecnici  ognuno prefissato per sviluppare determinate qualità sia tecniche che fisiche.

La divisione dipende dal tipo di lavoro che viene impartito all’allievo  :

1)Programmi Base

2)Programmi Avanzati

3)Studio Armi.

4)Preparazione Atletica

5)Colpitori

Cominciamo col parlare dei programmi base, I programmi base prevedono lo studio dell’IRAS( posizione neutra ) ,della posizione di Guardia, dei 4 passi base (Frontale,alternato,laterale ,indietro),della prima ,seconda e terza forma a mani nude(SiuNiuTao-Cham Kiu-BiuTse)),dello studio delle routine (combinazioni di attacchi e difese concatenate)chiamate “Latsao”,dello studio del “DanChiChisao”(3 sezioni) per lo sviluppo della sensibilità tattile  , dove l’allievo comincia  a conoscere tutte quelle caratteristiche e biomeccaniche che  sono alla base di quest’arte ed in più  come si rapporta la persona nella nuova dimensione spazio-temporale (Postura,allineamento articolazioni, translazioni, bilanciamento dei pesi corporei,uso della colonna ,stabilità  ,teorie e concetti riguardanti la linea centrale e lo studio dei cunei,principi di forza e principi di strategia e combattimento) ,fino a giungere allo studio del Chisao 3 sezioni(Mani appiccicose),che rappresentano il cuore dell’arte stessa , in quanto tramite essa si sviluppano  quelle che vengono definite reazioni istintive  attraverso lo sviluppo della sensibilità tattile, che  rendono  il praticante, che le allena , un vero  “atleta non pensante”, ma “atleta  reagente”, elemento da non sottovalutare  per quanto concerne l’efficacia  per strada .

Tornando al chisao , durante la  lunga pratica  l’allievo impara ad  assorbire  le pressioni e tensioni dell’aggressore ,a sfruttare la forza dell’avversario ,a cedere senza opporre forza ,ma solo energia ,ad agire in modo elastico e non rigido ,,ad usare correttamente le posizioni base(Tan sao,Bong Sao,Fok sao), ad usare al meglio il principio attivo-passivo-passivo-attivo).

Ovviamente tutto ciò che ho descritto rappresenta un’infarinatura generale dei programmi , ma non la totalità e vastità dei programmi effettivi.

I programmi base, che sono 12, servono all’allievo per difendersi contro gli altri stili .

I programmi avanzati invece ne sono 5 e prevedono uno studio più approfondito e specifico.

Durante l’apprendimento di questi 5 gradi l’allievo perfeziona il chisao(restanti 4 sezioni) ,le 5 sezioni BiuTseChisao  con relative applicazioni  ,le 5 sezioni chigerk(chisao con le gambe) dove il praticante perfeziona il lavoro di gambe con  studio di particolari routine di attacchi e difesa eseguite con gli arti inferiori  ,in più impara le 8 sezioni al wodeen dummy (uomo di legno) ,con le relative  8 sezioni wodeen dummy chisao  .

Non entro nello specfico, perché sarebbe lungo e non di semplice  comprensione, in quanto tutto cio che ho scritto a sommi capi lo dovrei dimostrare fisicamente e non attraverso u n articolo.

Poi esiste un programma di armi:Palo lungo (Luk Dim Boon kwun ) e Coltelli a farfalla (Bart Chum Dao).Queste armi vengono impartite normalmente alla fine del sistema (5 Grado superiore) per la complessità dei programmi ,ma personalmente ci sono associazioni, tra cui anche la mia ,in cui pratica viene impartita nei gradi base.

Ognuna di queste armi offre al praticante delle qualità  particolari  per  strutturare al meglio il wing chun man .

Infatti nello studio di esse  si  nascondono dei principi essenziali per comprendere fino in fondo  l’arte  .Non per niente, come ho già detto prima , lo studio di queste armi lo si dà all’ultimo quando si ha la piena fedeltà dell’allievo che lo  impara.

Poi c’è la parte dedicata alla preparazione atletica ; anche su questo argomento ci sono state e ci sono dispute : molti sono contro la preparazione atletica e in favore della tecnica . Personalmente  invece sono per la preparazione atletica, ma fatta in un certo modo ,tenendo conto che  deve essere trasferito (transfer) all’obiettivo finale, cioè esercizio fisico-esercizio tecnico , altrimenti si incorre in inutili allenamenti fisici, che anziché aiutare danneggiano l’atleta.

Quindi si prediligono l’allenamento a circuiti, in primis,  fatti con senso non a casaccio.

L’altra cosa importante è l’uso dei colpitori. Anche questa è una fase importante da non trascurare  ,in quanto serve ,oltre a potenziare il fisico  e a “esprimersi”,  anche a potenziare parti muscolari del nostro corpo .Personalmente la fase colpitori io la unisco con la preparazione atletica ,facendo si che le due cose lavorino in sintonia ,perché l’una non esclude l’altra.

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